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COME STARE MEGLIO MODIFICANDO I NOSTRI PENSIERI

Tutti noi desideriamo vivere una vita felice, serena e appagante, ma non sempre ci riusciamo o comunque non in tutte le aree della nostra vita. A volte troviamo difficoltà proprio a far andare bene particolari situazioni che tendono a ripetersi con gli stessi schemi o dinamiche.

Gli studi sostengono che la principale fonte di sofferenza proviene dal modo in cui percepiamo la realtà e da come ci approcciamo ad essa. Questo modo soggettivo di interpretare la vita e gli eventi deriva dal temperamento di ognuno di noi, ma anche dal carattere e dalla personalità.Questi ultimi sono costituiti dalle esperienze che abbiamo vissuto, da come le abbiamo vissute e dalle convinzioni che ne sono derivate.

Cosa significa? Intanto vediamo cosa sono le convinzioni e le credenze (puoi trovare un approfondimento nell’articolo correlato): sono come principi, verità che abbiamo creato dentro di noi sulla base di quello che ci è stato detto da bambini dalle nostre figure di riferimento: genitori, insegati, amici, parenti e che, con il passare del tempo, abbiamo preso per vere facendole diventare assolute. Da bambini infatti crediamo fedelmente a ciò che ci viene detto e facciamo di tutto per compiacere chi si prende cura di noi. (A tal proposito, tengo a sottolineare che le persone che ci hanno condizionato lo hanno fatto spesso in buona fede).

Facciamo un esempio: se ad un bambino viene ripetutamente detto che è timido e introverso finirà per crederci, ma non solo, metterà in atto e svilupperà comportamenti, modi di agire e di pensare che supporteranno questa tesi che, a lungo andare, diverrà una convinzione. Attenzione: le convinzioni diventano certezze e le certezze diventano la nostra cosiddetta area di comfort dalla quale facciamo così fatica ad uscire.

Queste credenze sono tante, tantissime e solitamente riguardano il nostro modo di essere che rischia di snaturarsi e farci allontanare da ciò che realmente siamo e vogliamo.(per questo condizionano costantemente le nostre decisioni). Le credenze si alimentano creando un circolo vizioso e aumentano mano a mano che diventiamo adulti, fino a creare dei veri e propri strati che, per essere tolti, richiedono un lavoro su noi stessi.

Tutti questi strati e informazioni creano un’immagine che abbiamo di noi stessi con la quale ci muoviamo nel mondo e ci relazioniamo.

Come anticipato questo può condizionare la nostra vita attraverso le scelte che facciamo: dall’ambito lavorativo, al partner ideale, alla scelta delle amicizie e addirittura dei nostri svaghi, ma non solo,  influenzano anche le nostre prestazioni. Tutto questo può non rispecchiare chi noi siamo e, a lungo andare, generare sofferenza ed emozioni come frustrazione, rabbia, insofferenza, per le quali non riusciamo a comprendere il motivo. Immaginate di guardare il mondo con degli occhiali che hanno dei filtri al posto delle lenti e questi filtri sono le nostre credenze.

Facciamo un passo avanti. Queste credenze si manifestano con una sorta di dialogo interiore: pensieri, frasi che continuamente ci dicono come dobbiamo essere, come ci dobbiamo comportare in ogni situazione e noi le assecondiamo perché rispondiamo al bisogno di essere accettati: se sarò o farò così l’altro, il mondo mi accetterà.

Ma come si crea lo stato di malessere?I pensieri generano emozioni: se i pensieri sono negativi proviamo emozioni spiacevoli e queste emozioni sedimentano nel corpo creando blocchi, tensioni, dolori che possono sfociare in vere e proprie patologie. Al contrario, pensieri felici e di amore creano emozioni felici e di conseguenza azioni felici: noi ci sentiamo meglio, il nostro corpo si rilassa e ne trare beneficio.

Allora come possiamo agire per invertire la situazione? Innanzitutto occorre individuare quei pensieri disturbanti. Come? (vedi nel dettaglio articolo credenze: come boicottarle).

Le emozioni, così come il corpo e il respiro, sono strumenti in grado di dirci come stiamo, osservandoli possiamo capire se siamo dalla parte del benessere o del malessere, della gioia o della paura. A questo punto occorre fare caso a quali pensieri sono presenti nella mente in quel momento e che cosa stanno dicendo (solitamente corrispondo a dei doveri che ci imponiamo: dover essere, dover fare). Pensa a cosa potresti dirti di diverso: magari è un pensiero opposto, magari è un pensiero di accoglienza verso ciò che sei e stai facendo, magari puoi sostituire il “dovrei” con il “potrei” e il sempre/mai con “qualche volta” o ancora possiamo smussare le aspettative che abbiamo nei nostri confronti e in quelli degli altri.  Non ci sono frasi giuste o sbagliate, ma frasi che ci fanno stare bene con noi stessi e creano emozioni piacevoli.

In questo processo, è importante restare nell’accettazione di quello che troviamo senza giudicarlo. Perché ciò che siamo/facciamo ora, è il meglio che possiamo essere/fare date le circostanze in cui ci troviamo in questo momento.

È importante ricordare che, quanto detto, vale se le emozioni che proviamo sono continue, persistente e ci creano disagio e difficoltà limitandoci nella vita. Provare emozioni è assolutamente sano, ma quando la loro intensità e durata supera una certa soglia, procurandoci sofferenza costante, è necessario comprendere cosa le genera.